Missioni

Missione Biblica Diocesana 2010-2012

La comunità parrocchiale ha vissuto la stagione della Missione Biblica dall’11 al 17 marzo 2012. Un evento di grazia per tutto il popolo di Dio in comunione con il cammino delle altre comunità parrocchiali. E’ nella vocazione e nella natura stessa della Chiesa che troviamo le motivazioni di un cammino pastorale che porterà tanti fedeli laici ad accogliere l’invito della folla rivolto a Bartimeo «Coraggio alzati ti chiama».

Porre al centro della pastorale la comunione con Cristo che è la Via, la Verità e la Vita di ogni persona umana, vuol dire orientare ogni attività verso la centralità della persona, al valore assoluto delle relazioni interpersonali. La Parola dice una Chiesa capace di accogliere, disposta a non smettere di presentare una visione alta della vita dell’uomo; dice una Chiesa che sappia affascinare con la sua proposta di una vita umana bella, intensa, gioiosa e appassionata. La missione è un’esperienza ecclesiale che coinvolge le comunità cristiane in tutte le sue componenti in un’azione esclusivamente liberante e carismatica. È lo Spirito, che spinge interiormente la Chiesa a portare, con indomito coraggio, il lieto annunzio ai poveri, da qualunque genere di povertà essi siano affetti, soprattutto da quella spirituale. È lo Spirito ancora che infonde la disponibilità necessaria per affrontare le nuove sfide dell'evangelizzazione. È Lui che porta la Chiesa a seguire, nell'annuncio della Buona Novella, la stessa via indicata da Cristo, quella cioè della povertà, dell'obbedienza, del sacrificio di sé fino alla morte. È Lui che fa capire la vera natura dell'impegno missionario, la legge della gradualità che lo regge.

La Missione Biblica Diocesana, nel suo dispiegarsi come atto di evangelizzazione, ha sostenuto la pastorale ordinaria a favore del popolo di Dio e non ha sconvolto le sue dinamiche. In linea teorica è ormai convincimento assodato che non è più possibile, nella pastorale, procedere in modo diviso e isolato; di fatto, però, si continua a pensare e realizzare la pastorale in termini troppo settoriali, andando dietro alle emergenze a servizio di una richiesta sacramentale e cultuale che non incide nel vissuto della gente e non alimenta il desiderio di Dio. Siamo tentati di uscir fuori da una comune progettualità, che in questi anni il nostro Vescovo ha proposto con il suo magistero e la sua azione pastorale. Oggi come sempre il ruolo della comunità è decisivo, perché la fede è possibile accoglierla personalmente dentro un grembo ecclesiale che la vive; in gioco è la vita comunitaria e la capacità progettuale delle nostre parrocchie. Un evento di comunione e di liberazione da ogni forma di cecità. 

«Il tempo della missione costituisce il tempo dell’audacia. Con la Missione la nostra comunità diocesana dovrà cercare positivamente tutte le vie per impostare forme di dialogo che intercettino le attese più profonde della nostra gente e dia profonde risposte alla sete di Dio. Sapremo attraversare le strade e i nuovi scenari che in questi ultimi tempi sono venuti creandosi dentro la vita feriale di tutti, per abitarli e trasformarli in luoghi di testimonianza e di annuncio del Vangelo? Nella prossima quaresima le strade dei nostri comuni saranno attraversate dai missionari. Necessita però la sosta obbligata al Cenacolo. Grembo di ogni missione della Chiesa».

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